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La Francia è vicina

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Adesso il governo Monti è in salvo.

Il disperato che, armato fino ai denti, era entrato in un ufficio delle entrate, quello che era disperato, quello che aveva liberato tutti gli altri ostaggi ma aveva continuato a tenere con sé chi nell’ufficio si era rifiutato di riceverlo tutte le volte che era venuto a perorare la sua causa, quello che, alla fine di tutto, aveva stretto la mano al poliziotto che lo aveva trattato con comprensione e lo aveva fatto ragionare, quello lì non è disperato, non ha problemi di soldi, semplicemente non vuole pagare il canone RAI perché la considera una tassa proprio ingiusta!

 

Perfetto!

Così, in un colpo solo, si è risolto tutto.

In Italia va tutto benissimo.

Quelli che si sono suicidati non l’hanno fatto perché strozzati da un paese che chiede ma non da mai nulla indietro. Erano solo depressi.

Le persone che non arrivano alla terza settimana del mese? È perché spendono tutti i soldi prima comprando solo delle frivolezze.

I giovani che non trovano lavoro? È perché vogliono solo la pappa pronta e nessun sacrificio.

Gli esodati? Sono solo quattro gatti che, magari, vogliono pure fare i furbi.

A noi, che qualche piccolo problema economico lo abbiamo davvero, cosa rimane?

Le pubblicità a ripetizione del nuovo programma di Fazio e Saviano sulla 7?

No, perché basta vederla per sentirsi ancora più depressi.

Le elezioni di questo fine settimana in Italia?

No, perché comunque vadano, non interesseranno a nessuno e non cambieranno niente.

Ci rimane solo la possibilità che in Francia vinca Francois Hollande e che lui riesca, portando avanti il programma che si è prefissato a cambiare la politica economica europea, che, a sua volta, cambi la politica economica italiana. Il tutto,ovviamente, a dispetto della assoluta immobilità dei politici italiani che,senza alcun dubbio, continueranno a dire che le cose non vanno poi così male.

Al peggio non c’è mai fine

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Ultimamente, nei programmi di approfondimento politico, è molto di moda citare un sondaggio sulla fiducia dei cittadini riguardo alla politica.

Secondo questo sondaggio il 6%  degli Italiani si fida dei partiti.

Normalmente questo risultato viene dato con tutto un seguito di gridolini di stupore e frasi di circostanza tipo Lei pensava che fossero così pochi? Non la preoccupa un dato così basso?

 

Io, invece, mi chiedo dove accidenti siano queste 6 persone su 100 che siano pronte a dare la loro fiducia ai partiti?

Dal mio punto di vista è davvero un mistero.

Fiducia nei partiti, fiducia in generale per chiunque faccia oggi politica, per chiunque sieda in parlamento o al senato.

Perché io mi dovrei mai fidare di uno di loro?

Il governo Berlusconi aveva portato il paese in una situazione semi-drammatica. Il governo Monti è riuscito, compito davvero difficile, a fare pure peggio.

Non ci credete? Allora: ci sono più tasse, il fisco può controllare tutti i fatti nostri stile 1984, senza che ci venga data nessuna garanzia sulla protezione  della nostra povera privacy, il lavoro è ancora impossibile da trovare, anche perché vorrei capire che cosa abbia mai fatto il governo per cambiare marcia, ogni dannato giorno dobbiamo sorbirci una ramanzina come quando andavamo a scuola e lo stramaledettissimo spread è sempre alto.

Il parlamento e il senato pretendono la nostra ammirazione e il nostro plauso per essere stati veloci a votare la nuova finanziaria. Tutti li a farsi i complimenti da soli come se fosse un miracolo. Neanche Ercole sarebbe riuscito a compiere una simile impresa!

WOOOW

Io penso che prima di pretendere ammirazione dovrebbero fare qualche cosa di più del loro dannatissimo mestiere. Certo, mi rendo conto che per loro, abituati come sono solo a scaldare la sedia con i loro sederoni, sembri chissà quale impresa scaldare la sedia e, allo stesso tempo, pigiare un bottone.

Poi si potrebbe parlare della diminuzione del numero dei parlamentari, cosa che, dopo aver stabilito

che era una decisione che potevano prendere solo loro, non  hanno minimamente portato avanti. Si potrebbe parlare dei loro stipendi, vitalizi e compagnia bella, che non hanno scalfito neanche minimamente. Infine si può certo parlare dei rimborsi elettorali.

Il nuovo caso sulla bocca di tutti.

Secondo alcuni bisognerebbe toglierli. Fra i politici chi la pensa così si divide in una larga parte di ipocriti e una esigua minoranza di persone per bene.

Secondo molti, per ora la maggioranza, bisogna, invece, lasciare tutto com’è e mettere solo qualche controllino ino ino tanto per fare scena.

Secondo altri, fra cui Rosy Bindi a cui auguro di tutto cuore di lasciare questa carriera politica che la opprime per andare a lavorare in una bella fabbrica,  bisognerebbe invece togliere i contributi elettorali e far tornare il sovvenzionamento pubblico dei partiti. Il tutto dimenticandosi allegramente del referendum in cui noi Italiani abbiamo detto che soldi ai partiti non volevamo darne più.

Infine vorrei parlare di Massimo Calearo, ex PD, ex Api e ora esponente di Popolo e Territorio, ovvero diventato uno dei cosiddetti Responsabili, una tipologia di uomo per cui non ci sono davvero abbastanza parole nella lingua italiana per potergli fare davvero giustizia.

Dopo aver detto, durante un’intervista al telefono in una trasmissione di Canale5 che faceva il deputato solo per avere i soldi, che non faceva neanche il minimo che gli veniva chiesto come parlamentare perché non poteva fregargliene di meno, avendo ricevuto, fra insulti vari in risposta, anche due belle denuncie da parte di liberi cittadini per vilipendio alla Repubblica e Illecito arricchimento, oggi, stanco dei continui insulti, dichiara “…mi dimetto così la finiamo con le polemiche. Aspetto solo che quegli sciocchini del Pd la smettano di spararmi addosso, poi scrivo la lettera per Fini…”

Cosa si può dire di più?

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro

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Il Governo sta portando avanti la riforma sul mondo del lavoro.

Per loro stessa ammissione sono sicuri del valore di questa riforma, dato che sono riusciti a scontentare proprio tutti.

Che bello!

Io penso che dovrebbero alzare, magari anche solo di un pochino, l’asticella delle loro valutazioni. Magari valutare se le azioni decise possono davvero influire positivamente sulla situazione vigente, assicurarsi di aver colpito davvero i privilegiati in favore di chi è senza tutele, bilanciare bene i pesi della propria bilancia su fisco e tasse per non stremare gli stremati, pretendere che le banche che hanno goduto di trattamenti speciali, con elargizione di soldi e garanzie debbano poi rifondere tali aiuti attraverso finanziamenti e agevolazioni al credito, tanto per dire.

Entrare e rimanere nel mondo del lavoro oggi non è facile. Il lavoratore modello deve potersi spostare dove il lavoro lo porta, senza alcun problema o legame che lo blocchi, deve poter cambiare velocemente mansione, senza alcuna interruzione o calo e, allo stesso tempo, deve avere la necessaria esperienza in ognuno di questi campi. Deve conoscere le lingue e deve avere tutti i patentini possibili per computer e macchinario tecnico di ogni tipo. Una bella presenza è sempre gradita, così come una buona capacità di relazionarsi e fare buona impressione; anche se il tutto deve essere temperato da una buona dose di mitezza e conoscenza dei propri limiti.

La scelta migliore sarebbe che fossimo tutti dei robot, mai stanchi e sempre efficienti sul posto di lavoro ma consci del posto che occupiamo nell’ufficio. Perché, a dispetto della nostra simil-perfezione, non dovremmo mai chiederci se i nostri capi sono all’altezza del ruolo che occupano o se, invece, noi potremmo essere più bravi di loro.

Per adesso, tutto quello che hanno ottenuto è che le aziende potranno licenziare per motivi economici chi vorranno, pagando solo un rimborso minimo. La ragione di tutto ciò è l’estrema lunghezza dei processi, cosa che bloccherebbe la nascita di nuove aziende ed investimenti esteri e quindi, invece che sveltire la macchina giudiziaria per fare sì che non ci vogliano 30 anni per avere giustizia è molto meglio ledere i diritti di qualche poveretto.

Tutto questo perché, in Italia, non si possono toccare avvocati, magistrati e giudici e quindi i processi continueranno sempre a durare nei secoli dei secoli, con buona pace della terribili caste dei tassisti e farmaci che, invece, il Governo ha pensato bene di colpire con quella barzelletta che è il Decreto sulle liberalizzazioni.

Per continuare a parlare di lavoro ci sono quei poveri disgraziati che, vicini alla pensione, ora si trovano a dover lavorare ancora qualche annetto grazie alla riforma ma, se manterranno il posto di lavoro, bloccheranno ancora l’entrata di qualche nuovo assunto oppure finiranno loro per la strada,  non proprio nel fiore degli anni e con poche chance di una nuova assunzione.

Per quanto riguarda le donne e le famose lettere di licenziamento in bianco, non si è fatto nulla, come sempre. Quindi donne fate figli, sposatevi in chiesa e badate agli anziani della vostra famiglia, su  da brave!!

Poi i sempre verdi giovani di oggi, tutti con il lavoro precario e stipendio da fame. A loro sì che la riforma dà una bella mano! Sì, proprio un bel po’!

Le offerte di lavoro rimangono pochine. Le più interessanti, ovvero quelle che hanno uno stipendio più alto di 800 euro, richiedono esperienza decennale come panettiere, cuoco, pasticcere o operaio specializzato con una vasta conoscenza dell’uso di uno speciale macchinario tecnico. Il bello è che da nessuna parte ti danno la possibilità di imparare ad utilizzare questi macchinari speciali o come si fa il pane,no manco per sogno.

Tutto quello che succede è che viene fatto un bel servizio al TG con la notiziona che stanno cercando 5 mila panettieri, intervista ad un panettiere che ripete la sua offerta di lavoro, specificando che non vuole delle persone inesperte perché ha bisogno di qualcuno che sia capace di lavorare da solo e poi il momento verità in cui la giornalista di turno aspetta all’uscita dell’università d’ingegneria che escano dei ragazzi da una lezione e quindi ne prende uno a caso e gli chiede a bruciapelo “Vorresti andare a fare il panettiere, una volta presa la laurea?”. Il poveretto lancia un’occhiata carica d’invidia ai suoi amici che si allontanano felici, pensa alle notti di studio che si è già passato per andare avanti fra esami e corsi e, magari, anche al lavoretto malpagato che fa per non pesare troppo sui genitori ed ha un attimo di sconforto, “No, veramente preferirei un altro lavoro.”.

La verità è che, fra qualche anno,quello stesso ragazzo sognerà la possibilità di essere preso come panettiere, ma, comunque, continuerà a non fare quel lavoro, perché continuerà a non sapere nulla di come si fa il pane e non ci sarà nemmeno un misero corso di preparazione, per lui o per chiunque lo voglia,  per imparare come si fa.

I giovani che cercano lavoro, oggi, possono anche contare sul fatto che continueranno ad essere assunti  a contratto a tempo determinato, solo che prima potevano anche venire assunti a ripetizione, sempre con lo stesso contratto e sempre dallo stesso datore di lavoro senza soluzione di continuità. Adesso, invece, farà lo stesso lavoro ma avrà sempre dei contratti da cui risulteranno lavori diversi oppure, semplicemente, finito il contratto dovrà trovarsi un altro lavoro, da un altro datore  di lavoro, ma sempre per una miseria di stipendio.

Non ci saranno più gli stages gratis, no, probabilmente ti daranno un buono pasto.

Ci sarà l’indennità di disoccupazione, anche se, in effetti, c’è solo il nome. Per il resto è rimasto tutto come prima.

Sì!

Per averla devi avere una continuità lavorativa di cinque anni nello stesso posto con le stesse prerogative e, oggi come oggi, sono davvero pochi i ragazzi che possono dimostrare una cosa simile.

In Italia l’idea che hai diritto all’indennità di disoccupazione perché sei disoccupato non è qualche cosa che si capisce, è come con i prestiti in banca: te lo danno solo se hai già  tutti i soldi che chiedi a prestito.

Ciao Lucio

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Serrata

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Blockbuster Italia chiude. Tutti i negozi, in tutta Italia entro il marzo 2012.

Sui 100 punti vendita che chiuderanno 78, probabilmente acquistati da Essere Benessere, diventeranno della parafarmacie o centri per i trattamenti benessere.

Non è particolarmente chiaro cosa succederà ai 780 dipendenti: alcune voci offrono la possibilità che alcuni vengano riassunti presso alcuni dei centri benessere ma, ovviamente, l’unico dato assolutamente chiaro è che, comunque, i ri-assunti non potranno essere più di 100 e per tutti gli altri rimane solo una bella cassa integrazione.

Tanto per non farsi mancare niente, il liquidatore dell’azienda  ha deciso la sospensione del pagamento degli stipendi e questo ha portato ad un’ondata di scioperi mentre i lavoratori a cui fino ad oggi la società richiedeva impegno soprattutto nel periodo di festività, per aumentare il fatturato e tentare di uscire dalla liquidazione, hanno appreso dai giornali quale sarà la loro sorte.

Tanto per chiudere il tutto con un tocco di classe.

Alcuni, ancora, sperano ancora in quelle trattative sotterranee che sembrano tirare in ballo Merkur Win e Sisal, centri scommesse che avrebbero bisogno sicuramente di un tipo di personale in linea con l’esperienza maturata in Blockbuster.

Intanto aldilà dell’oceano è stato chiesto che le insegne dei negozi italiani vengano oscurate, come per un lutto.

Per i clienti, invece, rimangono solo tante tessere blu con scritta gialla, come la mia che faccio vedere qui sopra, diventate la prova storica di un passato in cui ci si sentiva stupidamente orgogliosi del fatto che, con una tessera fatta in questa piccola città si potevano noleggiare film ovunque nel mondo e in cui, mi dispiace veramente dirlo, guardare un film noleggiato per una sera era davvero divertente e valeva assolutamente la pena di riportare indietro il film.

Oggi, credo che siamo tutti molto più stanchi, più disillusi e i film che guardiamo, il più delle volte, non valgono neanche la pena di essere visti.

e che ci abbiamo scritto giocondo in fronte?

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Fiocca la neve fiocca!

Bloccati in casa dalla neve non ci sono molte cose da fare, rischio di annoiarsi?

Ci pensa la politica ad intrattenerci.

Abbiamo il responsabile del tesoretto della fù Margherita che, abbiamo scoperto, spende e spande  comprando case in Canada e in giro per l’Italia e ora, scoperto, dice che li aveva solo presi in prestito e che ha tutte le intenzioni di rimettere i soldi  dove li aveva presi, magari non proprio tutti, solo una parte, una piccola parte, qualche spicciolo.

Poi ci sono gli ex compagni di partito, uomini integerrimi tipo Rutelli, il quale si considera parte lesa in tutta la faccenda e promette querele. La reazione di tutti è di sdegno e costernazione, le malelingue potrebbero giusto chiedersi se lo sdegno e lo stupore sono per il gesto in se o per il fatto di essere stato colto sul fatto.

Per cambiare argomento, anche se di poco, ci sono i tanti promessi sacrifici dei politici. I giornali ieri titolavano paroloni tipo colpo di scure oppure giù la mannaia sugli stipendi, probabilmente erano tutti titoli ironici.

La realtà è un tantino diversa, in soldoni  sono passati al sistema contributivo, il vitalizio non lo potranno avere prima dei 50 anni ma non dopo i 60  e infine c’è la diminuzione dello stipendio, ma signore e signori è proprio qui che arriva il colpo di genio! Non si sono abbassati lo stipendio. No! Prima lor signori si sono alzati lo stipendio di 700 euro netti al mese, il tutto dovuto al fatto che passando dal retributivo al contributivo era obbligatorio che lo stipendio dovesse aumentare, poi si sono abbassati lo stipendio di ben 700 euro netti al mese. Risultato, hanno esattamente lo stesso stipendio di prima!!

Che bello essere in politica! Pensateci bene. Ti alzi la mattina e decidi che, dato che oggi è mercoledì ed è l’ 1 febbraio ti devi aumentare di 2 mila euro lo stipendio. Poi alzi le tasse e abbassi le pensioni per essere equo. Per trovare lavoro ai giovani fai un comizio e denunci chi dà lavoro agli extracomunitari che vengono sfruttati per raccogliere i pomodori e poi fai un altro comizio contro il lavoro in nero. Quando al posto di quei extracomunitari ne vengono assunti altri, fai un comizio contro i giovani che non accettano più i lavori umili.

A fine giornata fai un ultimo comizio, dici che è un momento di sacrifici e per dare il buon esempio ti tagli lo stipendio di ben mille euro.

No! Sto esagerando. Non sono davvero così i politici, no davvero. Ho messo davvero troppi comizi. Il primo lo farebbe uscire come articolo, poi ci sarebbe un intervista per il tg, dopotutto gli sproloqui sui giovani che non vogliono i lavori umili sono tipici del tg e poi un piccolo comizio ci può anche stare.

Non ci sono eroi

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Non ho scritto niente sulla Costa Concordia fino ad oggi.

Non perché non avessi un mio parere sulla faccenda o non mi interessasse; da un certo punto di vista proprio per il contrario.

In questi giorni ho sperato, davvero tanto, di poter scrivere su questo blog la notizia,l’unica notizia, che sarebbe stato bello sentire.

Un miracolo, poteste dire voi: TUTTI SALVI!

Anzi, per dire proprio le cose come stanno mi sarebbe bastato di poter scrivere DAYANA è SALVA.

Sì, lo avrei voluto proprio tanto e lo voglio ancora, davvero.

Una settimana è passata e io voglio ancora credere che una piccola bambina di 5 anni andata in vacanza con il suo papà ci stupirà tutti facendosi trovare dai soccorritori in una cabina di quella nave sbilenca.

Nel frattempo mi limito a dire che in tutta questa faccenda si è parlato e si parla troppo spesso di eroi. È un eroe il capitano di fregata Gregorio De Falco che parlando con il comandante della Costa Concordia gli ha intimato Torni su quella nave, cazzo!

È un eroe  il commissario di bordo della nave che è stato trovato intrappolato in una cabina con una gamba che si era rotto andando alla ricerca di altri passeggeri da far scendere dalla nave.

Sono tutti eroi i soccorritori.

Ora, io non ho nulla contro queste persone. Proprio niente. Quando ho sentito la registrazione di quella conversazione ho pensato che quelle parole erano anche le mie, anche se penso che Schettino non avrebbe potuto che fare altri danni se fosse risalito su quella nave. ed è dai tempi di Grisù che ho una cotta per qualunque Pompiere io veda.

Questo, però, non toglie che quelle persone non abbiano fatto altro che il proprio dovere. Puro e semplice.

Perché quello che rende magnifichi i Pompieri è che è il loro lavoro, il lavoro che hanno scelto di aiutare gli altri.

Perché il membro dell’equipaggio di una nave deve aiutare, al meglio delle sue possibilità i passeggeri in una situazione di pericolo.

Perché, in fondo, quella chiamata non ha cambiato niente.

Si parla così tanto di eroi per far sembrare normali tutti gli altri. Per primo il comandante Schettino e poi in fila tutti gli altri responsabili di quanto accaduto. Perché al di là di tutto, bastava che venisse fatta una sola cosa. La Costa Concordia poteva anche finire addosso a quello scoglio ma se avessero fatto salire i passeggeri subito sulle scialuppe si sarebbero salvati tutti.

Se avessero fatto salire i passeggeri subito sulle scialuppe si sarebbero salvati tutti.

buoni propositi e sani egoismi per il 2012

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Volevo fare, come l’anno scorso una lista di buoni propositi per l’anno nuovo ma quest’anno, sarà per tutto questo parlare di crisi e di spirito di sacrificio credo di dover  promettere a me stessa  anche qualche momento di sano egoismo e  sforzarmi di portare a termine entrambe le liste.

Buoni propositi:

1-       scrivere di più, sia sul blog che in generale. È difficile, oltre a tutte le altre cose che ci sono da fare, trovare il tempo e soprattutto la concentrazione per scrivere come vorrei ma non devo più considerarlo come un oltre, un di più, deve essere la mia priorità, o al massimo una delle mie priorità.

2-       continuare nella dieta per raggiungere il peso forma che mi ero già prefissata l’anno scorso e che, almeno, quest’anno è più vicino.

3-       mangiare meno schifezze e bere meno Coca Cola, perché va bene che ho rinunciato al vero caffè in favore del decaffeinato ma devo sempre stare attenta alla  mia povera pressione oculare che necessità qualche sacrificio.

4-       finire di riordinare l’armadio.

5-       portare a termine il più possibile di quello che mi sono ripromessa. Quest’anno sono stata bravina ma devo e posso fare di più e quando arriverò al 31 dicembre 2012 voglio poter dire che sono stata proprio brava, che non ho perso nessuna possibilità di fare quello che dovevo e di ottenere quello che voglio.

Sani egoismi:

1-       la dieta va bene e anche il mangiare sano ma concediti qualche piccolo piacere cioccolatoso. Non per mangiare schifezze ma per assaporare e gustare qualche vera delizia che ne valga davvero la pena.

2-       comprati qualche vestito o accessorio che ti piaccia davvero e magari anche che non ti serva in fatto di valori assoluti ma che appaghi la tua vanità e il tuo gusto.

3-       concediti dei momenti di cura per te stessa, un bel bagno in vasca, usa quella meravigliosa crema corpo profumata e usa un bello smalto per mani e piedi. Cura i tuoi capelli, il taglio, la piastra o la messa in piega per sentirti proprio bella .

4-       trova il tempo di leggere un po’ ogni giorno, o  almeno un po’ ogni settimana.

L’ovvietà è negli occhi di chi guarda

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Preghiamo per lei

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Già con il nome, Manovra Salva Italia, era evidente che fosse una fregatura.

La sovrattassa dell’ 1,5% sui capitali scudati sembra che non si farà, dato che è impossibile rintracciare con sicurezza i suddetti capitali e sembra pure che già il solo iniziare a cercare qualcuno costi più di quello che si potrà guadagnare dalla tassa. Un futuro simile aspetta anche le famigerate tasse su yacht, elicotteri e compagnia bella dato che tutto quello che si potrà ottenere è che chi possiede beni di lusso si sposterà mandando allegramente in rovina chi lavora nei porti ecc.

Il tutto per farci capire che in Italia chi ha dei soldi non paga mai e che lo Stato, che non si fa nessun problema a chiedere a noi tutti i soldi che abbiamo, ha troppa paura di disturbare i ricconi per il rischio che questi possano abbandonare il paese; il tutto per ottenere che chi ha soldi specula in borsa e diventa ancora più ricco, si tiene i suoi soldi e intanto noi poveri fessi moriamo di fame nel cantuccio accanto, senza fare troppo rumore.

In merito alle Province, senza dirlo apertamente si sta facendo una bella marcia indietro, lasciando che tutto s’impantani nella solita confusione della politica con la promessa di una futura legge.

Gli enti inutili che dovevano sparire sono già riapparsi sotto falso nome e i dipendenti di Camera e Senato sono stati esentati dal giro di vite sulla previdenza.

Poi, tanto per non perdere l’abitudine, ci mette lo zampino anche il Vaticano che, grazie ad una campagna informativa sacrosanta dei Radicali,  sappiamo non pagano l’ICI, o IMU che sia, sugli immobili della Chiesa.

Ora, mi si potrebbe dire che la Chiesa usa i soldi che risparmia solo per opere di bene e tante altre belle cose ma non è che puoi andare all’ufficio delle imposte e dire che tu non paghi l’ICI  perché la tua è una famiglia di brava gente che da sempre l’elemosina, almeno non credo. Tu paghi l’ICI per il possesso della casa, basta, chiaro e lampante!

Bagnasco ha risolto tutto dicendo che sono pronti a discutere della faccenda, che magnanimità!

Non so se di queste parole mi urta di più il fatto che siano state dette con un tono di falsa mitezza mista a vera arroganza, sicuri del fatto che noi Italiani ingoieremo sia il fatto che non venga pagata una tassa dovuta, e ripeto dovuta non trattabile e che per i molti fedeli sarà anche giusto fare così, o il fatto che, quasi certamente, non si farà nulla in merito lasciando ancora una volta che paghino gli altri. 

Per chiudere il tutto voglio invitarvi ad avere un caro pensiero per l’onorevole Sereni del PD, una donna che soffre una vita di privazioni e mancanze e di cui pochi sanno il tragico segreto: va a fare la spesa alla COOP. Quando pagherete la tasse, mettetevi una mano sul cuore e pensate a questa povera donna.